Lavoro e impegno sociale un connubio possibile?

Cosa ha ispirato il progetto?

Essenzialmente un problema che caratterizza questo momento storico di crisi economica e sociale, “il lavoro”.

Trovare lavoro per le persone con disabilità non è mai stato facile, infatti il 66% delle persone con disabilità è fuori dal mercato del lavoro e le donne sono la percentuale più alta. Con la crisi economica questa percentuale è destinata a salire, non solo perchè lo stato di crisi di un’azienda sospende l’obbligo di ottemperare alla legge sulle assunzioni, ma anche perchè in funzione del numero di fuoriusciti anche la percentuale di lavoratori disabili fuoriesce. A questo si aggiungono tutte le problematiche legate ai profili più bassi e di maggior difficoltà di inserimento.

Quindi, un bisogno, non solo di occupazione e inserimento lavorativo ma anche di rappresentanza, sostegno e promozione dei lavoratori con disabilità. Inoltre, a livello sociale, oggi ci sono problematiche che versano in uno stato di “vero abbandono” inteso come un accantonamento dell’attenzione su alcuni temi, come ad esempio la mobilità (barriere architettoniche, trasporti, accessibilità ecc.), con uno scivolamento verso il basso della qualità degli interventi dovuti favorendo inadempienze e “libere interpretazioni” delle leggi da parte degli enti. Così, anche le associazioni di rappresentanza delle categorie dovrebbero trovare nelle proprie diversità la sintesi per collaborare unitariamente al sostegno delle istanze a favore della crescita culturale sulla disabilità.

Da queste riflessioni, l’idea di creare un nuovo soggetto che risponda positivamente con impegno e volontà a queste difficoltà. Da una parte con la creazione di posti di lavoro, attraverso i quali si possa sostenere l’azione sociale, dall’altra, maturare una coscienza d’impegno, favorendo il turnover che garantisca il ricambio generazionale nella rappresentanza e nella partecipazione sociale attiva.

Spesso si sente dire che ci sono troppe associazioni e che così si disperdono forze e risorse, io credo che la nascita di nuovi soggetti e soprattutto modelli sociali vadano incentivati per ottenere maggiore partecipazione e diversità di veduta, partecipazione capillare sul territorio, maggiore forza contrattuale da canalizzare verso gli istituti di rappresentanza delle persone con disabilità e lo stimolo per tutti a sviluppare nuove idee e ad attivare collaborazioni tra le risorse sociali.

Con queste convinzioni ho pensato di mettere a disposizione il mio impegno. Quello di una persona che vive da 30 anni una disabilità motoria, che ha militato per lunghissimo tempo come volontario nell’associazionismo. Condividerò la mia esperienza, creatività e entusiasmo nel proporre sinergie fra le associazioni, gruppi e singole persone per contribuire a realizzare quella rete di conoscenza, solidarietà e opportunità che portino la giusta visibilità e sostegno al mondo della disabilità.

Massimo Lui